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Erchie

Erchie, piccolo borgo saraceno, nacque come colonia greca nel IV secolo a.C. Nel X sec. il borgo, divenne molto potente grazie all’abbazia benedettina di S. Maria de Irchi che detenne lo Ius Piscariae su tutto il pescato della zona.

Nel 1440 una violenta tempesta distrusse la badia, il borgo allora, spogliato delle sue attribuzioni, divenne residenza di pescatori e sede rinomata di tonnara, ossia un mercato di tonni e grossi pesci simili.

Di particolare interesse storico culturale è la chiesa di S. Maria Assunta costruita sui ruderi dell’Abbazia di S. Maria de Irchi. Degno di nota è pure il torrione saraceno situato sul versante orientale, fatto costruire da Carlo I D’Angiò nel 1278. Attualmente è proprietà privata.*
L’economia locale attualmente è concentrata sul turismo balneare e sulla coltivazione di limoneti e vigneti.

Caratteristica molto importante è che tutta la zona sud del villaggio e quindi compresa la spiaggia, per naturale costituzione non è accessibile con autoveicoli o motoveicoli.

Inoltre il villaggio è Patrimonio Mondiale - UNESCO. Erchie, sorge a metà strada tra Amalfi e Salerno. Dalla strada della costiera, all’altezza del vallone di S.Nicola, si scorge la graziosa marina col villaggio di Erchie, anticamente denominato Ircle, Ercla, Hercla ed Ejrchia: la denominazione deriverebbe dalla presenza di un tempio dedicato ad Ercole.

Questa amena contrada ha avuto origine da un monastero abbaziale benedettino intitolato S.Maria de Irchi fondato verso l’anno 979 dal doge amalfitano Mansone III o secondo altri dal doge Giovanni II.

La badia venne saccheggiata nel giugno 1154 e abbandonata poi in rovina, vuota di monaci ed esposta alle frequenti razzie dei corsari africani. Nel gennaio 1541 venne soppressa ed interdetta con una bolla dal Pontefice Nicola V. Il centro del villaggio è la chiesetta parrocchiale, completamente ricostruita e consacrata nel 1966. Il portale presenta blocchi di tufo scuro e pietra finemente lavorati di stile tardo quattrocentesco.

L’interno è diviso in tre navate delimitate da due colonnati paralleli di tre colonne ciascuno, con archi a tutto sesto di stile romanico. Le attuali colonne in pietra, sormontate da capitelli in cemento bianco, hanno sostituito quelle antiche in marmo, di cui oggi quattro decorano il battistero in fondo alla chiesa, mentre le altre due si trovano sull’abside dove sorge l’altare maggiore.

Per chi entra, in fondo alla navata di sinistra vi è l’altare in marmo del SS. Sacramento, mentre a destra vi è la statua lignea della Madonna “S. Maria Assunta”, cui è dedicata a chiesa opera dello scultore Gia.Vincenzo Mussner di Ortisei.

Detta statua, voluta dal parroco del tempo,don Vincenzo Taiani, pervenne ad Erchie il 21 novembre 1967. Il pavimento è in marmo semplice.

Nell’abside centrale vi è un quadro in legno raffigurante la Vergine col Figlio in braccio, di stile bizantino

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